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Kaeser, azienda leader in compressori, promuove attività e progetti di sensibilizzazione per un ambiente più sano e sostenibile

Georgia Oro, Marketing Manager Kaeser: “Le api e la Kaeser condividono gli stessi colori e la stessa attenzione sui temi ambientali, la qualità dell’aria e l’operosità. Con questo progetto vogliamo porre l’attenzione su quanto sia importante mantenere un’elevata qualità dell’aria e sostenere una serie di azioni per evitare la scomparsa di questi insetti fondamentali per la nostra vita”.

https://www.smau.it/rdueb19/success_stories/api-sentinelle-dellaria-il-progetto-bee-kaeser/

L’azienda
Dal 1919 Kaeser Kompressoren opera come fornitore di sistemi per l’aria compressa ed è attiva in tutto il mondo con circa 6000 collaboratori. Con la nostra filosofia “più aria compressa con meno energia” si è compiuto un cammino di sviluppo che ci portato l’azienda a diventare una delle imprese leader mondiali nel settore.
Lo stabilimento principale si trova a Coburg, otto succursali regionali sono distribuite in tutta la Germania. L’azienda è presente con distributori e partner commerciali esclusivi in oltre 100 paesi. Più recentemente, altri servizi leader del settore offerti dalla società – come i modelli di operatori per le stazioni di aria compressa, i concetti nell’ambito di Industry 4.0 e la manutenzione predittiva – sono stati sempre più spostati al centro della mission aziendale. Il fatturato medio annuo è di 51 milioni di euro.

L’idea in breve
Si chiama Bee-Kaeser ed è un progetto che unisce, sotto l’insegna della tutela e del rispetto dell’ambiente, una multinazionale specializzata nella produzione di compressori (Kaeser), una start up del settore dell’apicoltura (Beeing), uscita dal programma di accelerazione Android Factory finanziato da Google Italia e gestito da LuissEnlabs, una delle più grandi aziende del settore apicoltura (Lega Italy), docenti e ricercatori della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna e Legambiente Emilia Romagna.
Una ventina di sedi Kaeser in Italia (Kaeser Point) saranno trasformate in piccoli laboratori grazie all’installazione in ciascuna di un paio di arnie che, monitorate da apicoltori professionisti, raccoglieranno il miele sul quale verranno condotte le analisi necessarie a fornire informazioni sulla qualità dell’aria.  È noto, infatti, come le api e il miele siano perfetti bioindicatori e rappresentino una sorta di ‘cartina tornasole’ dell’inquinamento atmosferico e, in particolare, della presenza di metalli pesanti e polveri sottili.

Api come bioindicatori: quali risultati
Il progetto è partito con una prima edizione nel 2016 e continua a svolgere le sue finalità. Nel gennaio 2019, infatti, sono stati presentati i dati dell’indagine. Il progetto si è via via ingrandito e ha coinvolto numerosi partner, tra cui Lega Ambiente e Volvo. L’Università di Bologna ha svolto le attività di analisi del miele prodotto nelle 20 città italiane interessate dal progetto. I risultati indicano che la qualità dell’aria in queste zone produttive è buona. Lo studio si è focalizzato sull’analisi della presenza di piombo, nichel, cadmio e cromo nei campioni di miele prodotti in città come: Milano, Torino, Bologna, Napoli, Lecce, Cuneo, Bolzano, Alessandria, Paese, Palermo, Prato.

Perché Kaeser promuove Bee-Kaeser
Kaeser ha deciso di sostenere questa iniziativa volta a sensibilizzare il largo pubblico sull’importanza di respirare un’aria il più pulita possibile e sul ruolo fondamentale che rivestono questi piccoli insetti su tutto il nostro ecosistema. L’80% dei cibi che consumiamo (compresi latte e caffè) esistono grazie alle api e alla loro attività di impollinazione.
Per queste ragioni Kaeser ha deciso di investire energie e risorse con l’obiettivo di generare innovazione nell’ambito delle bio-tecnologie, favorendo il lancio di una giovane start up ACME e coinvolgendo tutti gli attori commerciali in un’iniziativa volta al recupero di dati sensibili in merito alla qualità dell’aria.
Palma Costi, Assessore Regione Emilia Romagna per le Attività produttive, ha così commentato il progetto: “Questa sinergia è un esempio virtuoso. Un progetto che assomma una serie di elementi di valore: la collaborazione tra una multinazionale e una start up di giovani che, tra l’altro, ha fatto l’esperienza promossa dalla Regione, della Silicon Valley, l’importanza del progetto dal punto di vista ambientale. La green economy qui non è soltanto nel prodotto o nel processo industriale ma nella cultura produttiva. Non è possibile avere una visione strategica dell’economia senza pensare alle persone, all’ambiente e al territorio dove le imprese sono inserite. Sostenibilità, benessere e qualità della vita incidono inevitabilmente sulla crescita e la produttività dell’intero sistema”.